Della Werra

Work in progress

Faccio ‘na promessa ai lettori, a patto che ce ne siano, che se un giorno me accuseranno, leggendo le mie parole, di voltafaccia io gli porterò l’altra guancia con su scritto: Panta rhei, tutto scorre.

Non ve immergerete mai in questo stesso blog due volte. Io, noi, voi e i cocomeri semo fatti al 90% d’acqua. Quindi occhio a sta troppo sul divano che andate a male.

Torniamo sulla povera Werra*, che non me ricordo chi diceva che la rimescola, l’acqua: oggi, avendo saturato l’orbe, l’orda che vediamo e che spero non vivremo, non è la terza guerra mondiale, intera o a pezzi ma il solito conflitto interiore estroflesso sul globo e a reti unificate.

La guerra è sempre uguale. Chiamala mondiale, guerriglia, operazione militare speciale, liberazione… genti s’ammazzano per qualcosa.

Ma stavolta c’è una novità, e non so’ le tattiche nucleari o bombette atomiche, stavolta l’umanità ha saturato l’orbe terrestre fisicamente e mentalmente. Tutti possono parlare con tutti, in qualsiasi lingua, e comprendersi a patto che abbiano le uniche armi del guerriero: volontà e pazienza.

Eccoci ancora, la Werra. Le nazioni sbiadiscono ma le posizioni polarizzano. In un certo qual modo semo tornati a Babilonia e questo è il più vecchio dei conflitti tra il dio che in principio era il verbo ed il diavolo che tappa le orecchie. Tra il singolo, la specie e chi vede sola la sua singola specie, che è una estensione del suo ego.

Insomma tra chi ascolta le ragioni e chi non vuole sentire ragioni, se non la propria.

Il fungo umano è pronto a sporare nello spazio ma l’ego recalcitrante pompato da secoli di sfrenato capitalismo non vuole sentire ragioni. È il mio tessssssoro.

La grande Israele

Er grande PIL

La grande Germania

Make America great again

Er grande valico

Fitter faster more productive

Ma fatela finita vi prego.

La ragione non si ha. La ragione è. E fluisce, non arde.

Allorché capitasse di vedere due litiganti venire alle mani istintivamente chiunque andrebbe a dividerli. Calpestando manti erbosi per lo più sintetici nella mia povera carriera calcistica, più o meno un match su due finiva in Werra. E questa si estingueva quando le parti venivano meno spiegandosi le ragioni, mediati dai compagni. Le parti, unità della Werra. Le parti se la fanno, toglile e il fuoco si spegne. Ma noi no: filorussi e filoucraini, famo la fila pe’ tira’ le fila, alimenta’ le parti e tene’ acceso il foco.

*uso il termine Werra per sottolineare quella W. Woauh! Wooh! Esclamazioni che del sublime, sconvolgente. Innesco di modelli di comportamento ripetitivi, ciclici, sull’orbe. Quella robaccia millenaria che i greci chiamavano dei. Archetipi per i pensatori nostrani. La Werra appartiene al regno immortale, agli dei. E gli uomini muoiono, ma continuano ad ammazzasse. Quindi rimane l’abitudine. Ecco, quella abitudine de ammazzasse è la Werra.

fabbod

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